PRESTAZIONI ESEGUITE IN LIBERA PROFESSIONE

  • Visita oculistica completa

  • Prescrizione lenti correttive

  • Esame del fondo oculare

  • Esame della cataratta

  • Misurazione della pressione oculare (tonometria)

  • Tomografia ottica computerizzata (OCT) della macula

  • Tomografia ottica computerizzata (OCT) del nervo ottico

  • Tomografia ottica computerizzata (OCT) della cornea

  • Capsulotomia yag-laser per cataratta secondaria

  • Iridotomia yag-laser

  • Argon laser retinico

  • Sondaggio e lavaggio delle vie lacrimali

  • Studio della funzione lacrimale

  • Test di Schirmer

  • Test di Amsler

VISITA OCULISTICA COMPLETA

Fase 1.

Acquisizione dei dati clinici del paziente (storia medica personale e familiare, recente e remota). Visione di eventuali esami diagnostici strumentali attinenti già eseguiti.

Fase 2.

Visita in condizione di pupilla normale (miosi) con valutazione del segmento anteriore, annessi oculari, tono oculare (mediante tonometria ad applanazione) e misurazione della vista.

Fase 3.

Visita in condizione di pupilla dilatata (midriasi) per l'osservazione del fondo oculare e della retina, anche nella sua periferia. In alcuni casi viene riverificato il difetto visivo anche in condizioni di cicloplegia (bloccando temporaneamente così il sistema di messa a fuoco dell'occhio). Tale fase potrà avere delle variazioni in rapporto alla patologia, alle condizioni del paziente, alle necessità evidenziate dalle visite precedenti o dalle diagnostiche aggiuntive da eseguirsi in midriasi (pupilla dilatata).

Il paziente che esegue la visita completa dovrà:

  • Gli occhi devono essere struccati bene. Nel caso in cui la paziente fosse truccata si consiglia di eliminare ogni residuo di trucco prima della visita.

  • Portare tutta la documentazione oculistica recente per poter valutare il caso clinico facendo riferimento anche alla storia clinica precedente (eventuali interventi,ecc).

  • Portare gli occhiali in uso e/o eventuali prescrizioni dell'ottico.

  • Comunicare tempestivamente eventuali allergie o intolleranze al principio attivo del collirio che determina la dilatazione (tropicamide, fenilefrina, pilocarpina , atropina)

Si consiglia di venire alla visita con un accompagnatore in quanto la dilatazione della pupilla indotta per il controllo del fondo oculare, rende la visione alterata e difficoltosa per la guida.

Si consiglia di appuntarsi tutte le domande per poter avere tutte le spiegazioni in merito al proprio caso clinico. Spesso, infatti, il paziente per timidezza non esprime al medico tutti i quesiti per i quali si è rivolto allo studio.

TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTERIZZATA (OCT)

La Tomografia ottica computerizzata (OCT), o tomografia ottica a radiazione coerente, è un esame diagnostico non invasivo che permette di ottenere delle scansioni della retina e del nervo ottico per la diagnosi ed il follow-up di numerose patologie retiniche e del glaucoma. Negli ultimi anni le esperienze accumulate ed i miglioramenti tecnici hanno reso sempre più utile ed affidabile questa tecnica non invasiva, che, data la sua alta precisione, è diventata ormai indispensabile nella diagnosi di patologie della retina e del glaucoma.

  • Che cos'è la tomografia ottica computerizzata (OCT)?

Si tratta di una tecnica di diagnosi per immagini non invasiva, basata sull'interferometria a luce bianca o a bassa coerenza, un fascio laser privo di radiazioni nocive che viene impiegato per analizzare le strutture della retina e del nervo ottico mediante sezioni ad altissima risoluzione.

  • A cosa serve la tomografia ottica computerizzata (OCT)?

L'OCT permette di ottenere delle scansioni retiniche molto precise che consentono di analizzare nel dettaglio la regione centrale della retina denominata "macula" (sede della visione distinta) ed il nervo ottico. Questa metodica di imaging consente la diagnosi ed il follow-up di numerose maculopatie, come ad esempio la degenerazione maculare senile, della retinopatia diabetica e del glaucoma.

L’OCT permette di evidenziare, misurare e determinare a livello della retina:

  • alterata morfologia e deformazioni della macula

  • differenze di densità dei tessuti

  • aree otticamente vuote, cisti, distacchi, membrane anomale, briglie

  • lo spessore retinico

  • il volume della retina

Inoltre l'OCT è un esame indispensabile nella diagnosi preoperatoria e nel follow-up postoperatorio della gran parte delle patologie retiniche che necessitano di un intervento chirurgico. Trattandosi di un esame digitalizzato consente di mettere a confronto gli esami eseguiti nel tempo dal paziente, fornendo delle precise mappe differenziali.
Infine, l'OCT è un esame fondamentale nella diagnosi precoce di alcune patologie. Ad esempio, nei pazienti affetti da glaucoma l'OCT è in grado di misurare lo spessore delle fibre nervose che circondano il nervo ottico, evidenziando, in alcuni casi, un'alterazione precoce delle stesse nonostante un campo visivo normale; questo permette di iniziare tempestivamente una terapia per rallentare la progressione della patologia.

  • Come funziona la tomografia ottica computerizzata (OCT)?

L'esecuzione dell'OCT è semplice e veloce: l'esame completo dura circa 8-10 minuti, a seconda della collaborazione del paziente. Il paziente è seduto di fronte allo strumento e viene invitato dall'operatore a fissare una mira luminosa: la scansione parte nel momento in cui viene messa a fuoco la struttura oculare da analizzare.
Con l'avvento degli OCT di ultima generazione tale esame può essere effettuato anche senza dilatare la pupilla al paziente (in miosi), previa valutazione da parte dell'oculista delle caratteristiche oculari e del tipo di patologia che si vuole indagare.

  • In quali malattie è utile eseguire l’OCT?

La sua utilità è stata dimostrata in numerose patologie della retina:

  • degenerazioni maculari senili e giovanili, con o senza neovascolarizzazioni sottoretiniche

  • retinopatia diabetica

  • corioretinopatie acute e croniche

  • edemi maculari di varie origini

  • distacchi sierosi ed emorragici della retina e dell’epitelio pigmentato

  • neovascolarizzazioni intraretiniche e preretiniche

  • atrofia retinica

  • fori e pseudori maculari

  • lesioni dell’interfaccia vitreo-retinica.

  • trazioni vitreo-retiniche.

  • retinoschisi foveale

  • membrane epiretiniche

L'OCT delle fibre nervose è molto importante per studiare il glaucoma, la sua evoluzione e la sua terapia.

  • Chi può effettuare la tomografia ottica computerizzata (OCT)?

Tutti i pazienti in cui si sospetta o è presente una patologia della retina e del nervo ottico (glaucoma).

  • Quali sono i limiti dell’OCT?

L'OCT è difficile o talvolta impossibile da eseguire in caso di:

  • edema corneale

  • opacità importante del cristallino (ad esempio, in caso di cataratta molto avanzata)

  • torbidità del vitreo

  • emorragie vitreali (emovitreo)

  • mezzi gassosi di tamponamento intraoculare (aria o gas).

  • La tomografia ottica computerizzata (OCT) è dolorosa o pericolosa?

È un esame estremamente affidabile, rapido, non invasivo, non a contatto, innocuo e, pertanto, potenzialmente ripetibile infinite volte.

Si utilizza il laser ad Argon sulla retina per eliminare il tessuto patologico e arrestare lo stimolo angiogenetico che causa la produzione di vasi anomali da parte del tessuto retinico mal irrorato ed in carenza di ossigeno. per consentire la saldatura degli strati retinici. produce coagulazione per effetto termico. L'impatto della luce laser sulla retina ne provoca la coagulazione, che si traduce visivamente in uno sbiancamento (foto a sinistra); nelle settimane successive, si verifica una cicatrizzazione delle aree trattate che assumono un aspetto grigio-nero (foto a destra).

Le malattie in cui si utilizza maggiormente l’Argon laser sono:

  • retinopatia diabetica

  • trombosi retiniche

  • rotture retiniche

Il trattamento di fotocoagulazione si esegue in ambulatorio con anestesia topica (superficiale) dopo aver dilatato la pupilla con le apposite gocce: per questo si consiglia che i pazienti vengano accompagnati per il rientro al proprio domicilio.

 

Il fastidio durante il trattamento e minimo e non è necessaria una terapia dopo il trattamento. E’ possibile utilizzare le lenti corneali subito dopo e il giorno successivo qualsiasi attività visiva è consentita.

Ogni trattamento viene eseguito per appuntamento e dura circa 20 minuti. Trattamenti estesi vengono suddivisi in più sedute.

 

La capsulotomia yag-laser è un intervento chirurgico eseguito per la terapia della cataratta secondaria. Questo consta nella rimozione del cristallino, la lente naturale interna all'occhio, che viene sostituito con una lente artificiale allorquando la "vecchia" capsula del cristallino dove è alloggiata la nuova lente artificiale si opacizza, causando nuovamente annebbiamento della vista nel soggetto e provocando quindi l'insorgenza della cataratta secondaria.

 

 

In cosa consiste la capsulotomia yag-laser?

 

La capsulotomia yag-laser è un intervento di tipo ambulatoriale che non prevede, quindi, la permanenza in ospedale dopo il trattamento in quanto dura pochi minuti non è doloroso o rischioso ed elimina definitivamente l'opacità che disturba la vista.Nell'intervento primario di cataratta, si mantiene l'involucro esterno del cristallino naturale, una sorta di sottile membrana, chiamata capsula, all'interno della quale, in questo secondo momento, viene poi inserita la lente artificiale.

IRIDOTOMIA YAG-LASER

  • Che cos'è l'iridotomia?

L'iridotomia mediante YAG laser è una terapia parachirurgica utilizzabile per il trattamento o la profilassi di alcune forme di glaucoma. è indicata nei casi di angolo camerulare occluso o occludibile e nelle situazioni di blocco pupillare; inoltre è indicata nel glaucoma pigmentario allo stadio iniziale per ridurre la dispersione di pigmento irideo.

 

  • A cosa serve l'iridotomia?

Il trattamento laser viene utilizzato a scopo profilattico nei pazienti con angolo irido-corneale definito come occludibile o in emergenza negli attacchi acuti di glaucoma e ha come obiettivo quello di modificare il sistema oculare di circolazione e conseguentemente di deflusso dell’umore acqueo per ottenere che quest’ultimo esca dall'occhio e circoli all’interno più facilmente.

L'iridotomia consiste nell’eseguire un foro a tutto spessore nel tessuto irideo al fine di annullare il gradiente pressorio tra camera anteriore e camera posteriore, di evitare il sopraggiungere di un glaucoma acuto, di evitare una recidiva e/o di risolvere un ipertono oculare in essere. La laser terapia è risolutiva, nella grande maggioranza dei casi.

 

  • Quanto dura l'iridotomia?

L’iridotomia ha una durata di circa 15 minuti. L’intervento si effettua in ambulatorio, non necessita di un digiuno preventivo. Un’anestesia oculare locale con collirio rende possibile l’applicazione di una lente a contatto sull’occhio, utile per focalizzare il raggio laser.

 
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Dott. ANDREA SAITTA

MEDICO CHIRURGO OCULISTA

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